Running Analysis
Ogni runner ha un proprio modo di appoggiare il piede, di muovere il bacino e di usare il busto durante la falcata. Quando alcuni segmenti del corpo sono rigidi o poco attivi, il gesto della corsa si adatta creando compensi — piccoli squilibri che nel tempo diventano dolori cronici, infortuni da sovraccarico e un dispendio energetico maggiore ad ogni falcata.
Più del 50% dei runner subisce ogni anno una qualche forma di infortunio muscolo-scheletrico — nella maggior parte dei casi non per sfortuna, ma per pattern di movimento inefficienti che si accumulano nel tempo senza essere mai stati identificati.
L'analisi biomeccanica della corsa nasce per intercettare questi compensi prima che diventino un problema. Attraverso sensori inerziali indossabili (Leomo) e mappatura dinamica della pressione plantare (Striv), misuriamo in modo oggettivo quello che l'occhio non riesce a vedere: angoli articolari, oscillazioni del bacino, distribuzione del carico ad ogni appoggio. I dati vengono letti in modo incrociato per individuare le catene muscolari coinvolte e costruire un percorso di esercizi rieducativi personalizzato, da affiancare all'attività di corsa.
L'obiettivo non è solo prevenire gli infortuni — è correre meglio, con meno sforzo, per più tempo.
Come si svolge
Il percorso inizia con un colloquio per raccogliere la storia sportiva, gli eventuali infortuni passati e gli obiettivi di allenamento. Da lì si entra nell'analisi vera e propria.
L'atleta corre indossando sensori inerziali di movimento (Leomo) che misurano in tempo reale la posizione di vari segmenti corporei fornendo dati come oscillazioni del bacino e rotazione del busto durante la falcata. In parallelo, un sistema di mappatura della pressione plantare in dinamica (Striv) osserva come il carico si distribuisce e si sposta ad ogni appoggio durante la corsa.
I dati dei due sistemi vengono letti in modo incrociato per individuare le catene muscolari e articolari che generano i compensi osservati. Il risultato è sempre individuale: ogni atleta presenta una combinazione diversa di fattori, e il report finale riflette esattamente quella persona, non uno schema generale.
Dopo l'analisi
Sulla base di quanto emerso, l'atleta riceve un piano di esercizi funzionali personalizzato, da svolgere in autonomia con la frequenza indicata. Ogni esercizio è scelto per agire direttamente sulla catena muscolare o articolare individuata come causa del compenso — correggerla significa correre in modo più efficiente e ridurre il rischio di infortunio.
Il percorso non si esaurisce con la prima sessione. Gli esercizi vengono monitorati e adattati nel tempo, affiancando il lavoro rieducativo all'attività di corsa dell'atleta. La costanza nell’esecuzione degli esercizi porta ad un cambiamento (miglioramento) che porta ad una nova condizione di base, da rivalutare periodicamente.